Priorità della prestazione: cosa sono e come funzionano

priorità della ricetta

Abbiamo visto come per ogni prescrizione, in base alle esigenze dell’assistito e all’urgenza con cui si deve effettuare quella determinata visita specialistica o esame diagnostico, il medico può valutare di inserire una PRIORITÀ sulla ricetta.

Le priorità si identificano con delle lettere (a eccezione della priorità ALTRO di cui abbiamo parlato nell’articolo relativo alle VISITE DI CONTROLLO che è contraddistinta da un cerchietto vuoto) e sulla ricetta rossa sono collocate sulla destra, all’interno di cerchietti rossi, mentre su quella elettronica dematerializzata si trovano al centro sopra il riquadro della prestazione.

QUALI SONO?

Vediamo rapidamente quelle PRIORITÀ che non ci interessano concretamente, utilizzate raramente dai medici e di cui non dobbiamo preoccuparci, queste sono contraddistinte dalle lettere:

  • “S” (Suggerita) – utilizzata dallo specialista quando la prescrizione deriva da un suggerimento appunto e indirizzano l’assistito presso un medico specifico o struttura specifica
  • “H” (Ospedalizzazione) – nel caso di proposta di ricovero dell’assistito presso una struttura ospedaliera.

Le PRIORITÀ che ci interessano e che vengono utilizzate sempre dai medici, sono quelle contraddistinte dalle lettere U, B, D, P

  • “U” (Urgente) – indica che la prestazione è richiesta entro 72 ore. Viene utilizzata dal medico in rari casi, quando la situazione dell’assistito è grave.
    Le prestazioni con questa priorità possono essere prenotate e gestite solo dal medico stesso che ha prescritto la ricetta.
  • “B” (Breve) – la prestazione viene richiesta entro i 10 giorni
  • “D” (Differibile) – le visite specialistiche sono richieste entro i 30 giorni, mentre gli esami strumentali entro i 60 giorni
  • “P” (Programmabile) – la prestazione viene richiesta entro i 120 giorni

Se siamo fortunati quando andremo a prenotare troveremo disponibilità nei tempi stabiliti dall priorità indicata sulla ricetta.
Se invece, come purtroppo spessa accade, le tempistiche superano i tempi stabiliti dalle priorità?

Abbiamo diverse possibilità…

La prima cosa che possiamo fare è ritentare, più volte durante la settimana o durante il mese se ne abbiamo modo. Questo perché?

  • può esserci la possibilità che le strutture del SSN (ASL, ospedali, o privati convenzionati) forniscono nuove disponibilità
  • può accadere che altri assistiti rinuncino al loro appuntamento e quindi si liberi un posto e si crei una nuova disponibilità nei tempi previsti dalla nostra priorità

Le tempistiche entro cui questo può avvenire ovviamente non si possono conoscere, bisogna sperare in un pò di fortuna.

Se nonostante i tentativi non troviamo nulla o i tempi rimangono molto lunghi, abbiamo altre due alternative poco conosciute:

Infine ci sarebbe un’ultima possibilità, che però purtroppo è poco diffusa ed è molto difficile da attuare: in mancanza di disponibilità della prestazione entro i tempi stabiliti dalla priorità, secondo quanto riportato in un decreto legislativo del 1998, sarebbe possibile usufruire della prestazione richiesta in regime di libera professione (o intraomenia) senza considerare la prestazione come “privata”, ma pagando solo il costo del ticket (o in esenzione in caso se ne abbia diritto).
Questo è possibile solo in seguito a una autorizzazione da richiedere in forma scritta direttamente al Direttore Sanitario della struttura ASL o Ospedale di riferimento. Spesso, però, questo diritto non viene garantito, ma un tentativo è sempre consigliato.